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Come funziona il TFR: la liquidazione spiegata

Ultimo aggiornamento 2026-11-04 · Di Faizan Khan Yousufzai

Il TFR, trattamento di fine rapporto, è la somma che il datore di lavoro mette da parte per te, anno dopo anno. La ricevi quando il rapporto di lavoro finisce. In parole semplici, è la tua liquidazione.

Per stimare la tua liquidazione con i tuoi numeri, puoi usare lo strumento gratuito per il calcolo del TFR netto, che ricostruisce il fondo anno per anno.

Che cos'è il TFR

Il trattamento di fine rapporto è disciplinato dall'articolo 2120 del codice civile. Per ogni anno di servizio, il datore di lavoro accantona una quota, che cresce nel tempo e viene pagata alla cessazione del rapporto.

Nella retribuzione utile rientrano quasi tutte le voci fisse e continuative della busta paga: stipendio base, scatti di anzianità, superminimi e tredicesima. Restano fuori i rimborsi spese e le voci occasionali.

Come si forma: la quota annua

Per ogni anno di servizio, il datore accantona un importo pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5, cioè circa il 7,41% dello stipendio. Dalla quota, il datore detrae lo 0,50% per il Fondo di garanzia dell'INPS, che paga il TFR al posto dell'azienda insolvente. Nelle imprese con almeno 50 dipendenti, la trattenuta confluisce invece nel Fondo di tesoreria gestito dall'INPS. Nel fondo del lavoratore entra quindi il 99,5% della quota.

Un esempio: con 1.500 euro lordi al mese per 13 mensilità, la retribuzione annua è 19.500 euro e la quota lorda di un anno è 1.444,44 euro. Detratto lo 0,50%, nel fondo entrano 1.437,22 euro, a cui si aggiunge la rivalutazione legale.

La rivalutazione: come cresce il fondo

Il fondo accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente cresce ogni anno del tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Se l'inflazione è al 2%, il tasso è il 3%. La quota dell'anno in corso cresce dall'anno successivo.

Sulla sola rivalutazione, e non sulle quote, il datore trattiene ogni anno l'imposta sostitutiva del 17% e la versa allo Stato. Quando il rapporto finisce, la parte di liquidazione formata dalla rivalutazione è quindi già tassata e non viene colpita una seconda volta.

La tassazione separata e l'aliquota media

Alla cessazione del rapporto, le quote accantonate sono soggette alla tassazione separata prevista dall'articolo 19 del TUIR. Si calcola un reddito di riferimento: la base imponibile divisa per gli anni di servizio e moltiplicata per 12. Su questo reddito si applicano gli scaglioni IRPEF e si ricava un'aliquota media, che poi si applica all'intera base.

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.000 a 50.000 euro33%
Oltre 50.000 euro43%

Dall'imposta si sottrae una detrazione: 70 euro se il reddito di riferimento non supera 30.000 euro, fino ad azzerarsi a 50.000 euro. Il datore applica questa tassazione in via provvisoria; poi l'Agenzia delle Entrate ricalcola l'imposta con l'aliquota media degli ultimi cinque anni e comunica l'eventuale conguaglio.

Un esempio completo

Dipendente con retribuzione annua lorda di 30.000 euro, 10 anni di servizio e inflazione media del 2%, quindi rivalutazione del 3% annuo. Ogni anno la quota lorda è 30.000 / 13,5 = 2.222,22 euro; detratto il contributo dello 0,50% (11,11 euro), nel fondo entrano 2.211,11 euro all'anno.

VoceImporto
Quote lorde accantonate in 10 anni22.222,22 €
Contributo 0,50% al Fondo di garanzia INPS− 111,11 €
Quote nette accantonate (capitale)22.111,11 €
Rivalutazione netta accreditata2.649,45 €
Imposta sostitutiva 17% trattenuta negli anni542,66 €
TFR lordo maturato24.760,56 €
Reddito di riferimento (22.111,11 / 10 × 12)26.533,33 €
Aliquota media23%
Imposta separata 5.085,56 € meno detrazione di 70 €− 5.015,56 €
TFR netto19.745,00 €

Quasi un quinto del lordo se ne va in imposta separata. Puoi rifare questo esempio con i tuoi numeri nello strumento per stimare il TFR netto.

Casi particolari da conoscere

TFR in azienda o nel fondo pensione

Dal 2007, chi non sceglie esplicitamente lascia il TFR in azienda o, nelle imprese con almeno 50 dipendenti, in un fondo di tesoreria gestito dall'INPS. Se invece destini il TFR a un fondo pensione, il denaro viene investito sui mercati e la prestazione è tassata dal 15% al 9% in base agli anni di iscrizione, senza rivalutazione legale né tassazione separata.

Le anticipazioni durante il rapporto

Dopo almeno 8 anni di servizio puoi chiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per la prima casa. L'anticipo è tassato subito e riduce il fondo finale.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR in parole semplici?

Per ogni anno prendi la retribuzione annua lorda e dividila per 13,5. Dal risultato togli lo 0,50% per il Fondo di garanzia INPS. Negli anni dopo, il fondo cresce con la rivalutazione legale.

Che cos'è l'imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione?

È un'imposta che il datore trattiene ogni anno solo sulla rivalutazione del fondo, non sulle quote. Quando ricevi la liquidazione, la rivalutazione è quindi già tassata.

Il TFR cambia se ho già ricevuto un'anticipazione?

Sì: l'anticipazione riduce il fondo accumulato e quindi anche il netto finale.

Quando viene pagato il TFR dopo la fine del rapporto?

La legge non fissa un giorno unico: di regola il TFR viene liquidato con l'ultima busta paga o nei tempi previsti dal contratto collettivo, spesso entro 30-45 giorni dalla cessazione.

Fonti ufficiali

  • INPS — Fondo di tesoreria TFR e prestazioni di fine rapporto
  • Agenzia delle Entrate — tassazione separata e conguaglio del TFR
  • ISTAT — indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI)
  • Normattiva — articolo 2120 del codice civile e articolo 19 del TUIR

Questa è una stima indicativa basata sulle regole generali dell'articolo 2120 e dell'articolo 19 del TUIR. Non è consulenza fiscale o legale.

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