Quando il lavoro finisce, la prima domanda riguarda i soldi
In Italia un rapporto di lavoro può chiudersi per dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto o pensionamento, ma in ogni caso resta da saldare un importo che il lavoratore ha maturato mese dopo mese: il trattamento di fine rapporto. Non è un premio né una concessione del datore: è retribuzione differita, prevista dall'articolo 2120 del codice civile, che ogni azienda deve accantonare per legge.
Sapere a quanto ammonta è tutt'altro che semplice, perché la cifra dipende dagli anni di servizio, dalle retribuzioni percepite e dalle rivalutazioni annuali legate agli indici ISTAT. Nel sistema interviene anche l'INPS, con il Fondo di garanzia per i lavoratori delle aziende insolventi e con il Fondo di Tesoreria. Qui puoi stimare il tuo TFR in autonomia, prima di parlarne con l'ufficio personale o con un consulente.
Gli strumenti disponibili
Calcolo TFR netto
Simula la liquidazione anno per anno: quote accantonate, rivalutazione ISTAT, imposta sostitutiva e tassazione separata, fino all'importo netto che riceverai.
Vai al calcolatore →Calcolo congedo parentale
Scopri quanti mesi di congedo spettano a madre e padre, quanto paga l'INPS all'80% e al 30% e l'indennità totale per la coppia, mese per mese.
Vai al calcolatore →Calcolo NASpI
Stima l'assegno di disoccupazione INPS: importo del primo mese, durata in base alle settimane di contributi e riduzione del 3% mese per mese, fino al totale.
Vai al calcolatore →Cosa fa il calcolatore del TFR e a chi è utile
Il calcolatore ricostruisce l'accantonamento anno per anno: applica alla retribuzione la quota di legge, rivaluta il montante accumulato e stima imposta sostitutiva e tassazione separata per arrivare al netto. Serve a chi sta cambiando lavoro e vuole valutare un'offerta con tutti gli elementi, a chi si avvicina alla pensione e pianifica le entrate familiari, a chi ha appena ricevuto la liquidazione e intende verificarla riga per riga, e a chi vuole capire il meccanismo.
Il calcolatore del congedo parentale
Per i neogenitori ricostruisce i mesi che spettano a ciascun genitore e l'indennità INPS: i mesi pagati all'80%, quelli al 30% e il mese in più se il padre prende almeno tre mesi di congedo. Vai al calcolo del congedo parentale.
Il calcolatore della NASpI
Per chi ha perso il lavoro stima l'assegno di disoccupazione dai contributi degli ultimi quattro anni: importo iniziale, durata e riduzione mensile del 3%, con il calendario completo delle mensilità. Vai al calcolo NASpI.
Come si usa, in tre passaggi
- Prepara i dati: anni di servizio presso lo stesso datore e retribuzione annua lorda; l'ultima busta paga rende la stima più precisa.
- Inserisci i valori e avvia il calcolo: ottieni il netto stimato, con il dettaglio di quote, rivalutazioni e imposte.
- Confronta il risultato con i tuoi documenti e leggi la spiegazione sotto lo strumento: se qualcosa non coincide, saprai quali voci chiedere di verificare.
Come lavoriamo: regole ufficiali, esempi veri
Ogni calcolatore di Calcotia nasce dalle norme italiane in vigore e dalle indicazioni degli enti competenti, come INPS, ISTAT e Agenzia delle Entrate. Le formule sono scritte in modo trasparente: sotto ogni strumento trovi la spiegazione completa del calcolo, un esempio numerico verificato e le tabelle con le aliquote aggiornate. Così puoi controllare il risultato con le tue buste paga e capire da dove arriva ogni euro.
Il TFR in breve
Il trattamento di fine rapporto è una parte di retribuzione che il datore mette da parte negli anni di servizio e che ricevi quando il rapporto termina, per qualsiasi motivo: dimissioni, licenziamento o pensionamento. Ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5 e il fondo accumulato cresce con una rivalutazione fissata dalla legge. Alla fine, sulla somma si applica una tassazione separata pensata per non penalizzarti. Con il nostro strumento puoi stimare in anticipo sia il lordo maturato sia il netto finale.
Domande frequenti sul trattamento di fine rapporto
Il TFR spetta anche con contratto a tempo determinato o part-time?
Sì, matura per tutti i lavoratori subordinati, con qualsiasi contratto e orario. La quota resta proporzionale alla retribuzione percepita: chi lavora part-time accantona importi minori, ma con le identiche regole su rivalutazione e tassazione.
Come faccio a sapere se il mio TFR è rimasto in azienda o è in un fondo pensione?
Dipende dalla scelta fatta all'assunzione: destinazione a un fondo pensione oppure permanenza in azienda. Nelle imprese con almeno 50 dipendenti, le quote lasciate in azienda confluiscono nel Fondo di Tesoreria dell'INPS. Puoi verificarla in busta paga, nella Certificazione Unica o chiedendo all'ufficio personale.
Cosa posso fare se il datore di lavoro non mi paga il TFR?
Se l'azienda è sottoposta a fallimento o a un'altra procedura concorsuale, interviene il Fondo di garanzia INPS, che paga TFR e ultime tre mensilità. Negli altri casi puoi inviare una diffida e rivolgerti all'Ispettorato territoriale del lavoro o al giudice del lavoro: conserva contratto, buste paga e Certificazioni Uniche.
Posso chiedere un anticipo del TFR prima di lasciare il lavoro?
Sì, dopo almeno otto anni puoi chiedere un'anticipazione fino al 70% del TFR maturato, per motivi precisi come spese sanitarie straordinarie o l'acquisto della prima casa. L'azienda può però accoglierne ogni anno solo una quota limitata, quindi non è automatico.
Fonti ufficiali
Le regole applicate qui sono quelle pubblicate dalle fonti ufficiali: INPS, Agenzia delle Entrate, ISTAT e Normattiva. Nella pagina del calcolatore trovi l'elenco completo delle fonti.